Nessun vantaggio indebito per la scissione parziale

Nessun vantaggio indebito per la scissione parziale

La scissione societaria sempre più pilastro delle riorganizzazione aziendali e del patrimonio di famiglia. Lo chiarisce l’Agenzia delle entrate nella risposta a interpello n.435/2021.

E’ perfettamente lecita e non costituisce abuso del diritto debito l’operazione di scissione parziale asimmetrica che risulta un atto fisiologico alla riorganizzazione delle attività familiari.

In pratica, una scissione a favore di una società neocostituita alla quale saranno assegnati una parte dei terreni, delle partecipazioni e dei fabbricati di proprietà della società madre ed in seguito alla quale solo alcuni degli attuali soci della società scissa riceveranno la totalità delle partecipazioni nella beneficiaria società neocostituita è perfettamente lecita e consente di separare il destino imprenditoriale del nucleo familiare riferibile a uno dei soci da quello dei nuclei familiari degli altri.

L’Agenzia ritiene, giustamente, che l’operazione di scissione, ai sensi dell’articolo 173 del Tuir, è fiscalmente neutrale e che «il passaggio dal patrimonio della società scissa a una o più società beneficiarie, che non usufruiscano di un sistema di tassazione agevolato, non determina la fuoriuscita degli elementi trasferiti dal regime ordinario d’impresa».

Inoltre, «I plusvalori relativi ai componenti patrimoniali trasferiti dalla scissa alle società beneficiarie concorreranno alla formazione del reddito secondo le ordinarie regole impositive vigenti nel momento in cui i beni fuoriusciranno dalla cerchia dei beni relativi all’impresa.»

Pertanto, l’operazione non comporta il conseguimento di alcun vantaggio fiscale indebito, risultando atto fisiologico alla riorganizzazione delle attività facenti capo alle famiglie proprietarie della società, al fine di separare il destino imprenditoriale del nucleo familiare di uno dei fratelli da quello degli altri soci.

E’ abbastanza comune trovarsi di fronte a situazione come quella descritta nell’interpello.

In seguito ad una successione non pianificata, infatti, accade spesso che l’intero patrimonio aziendale ed immobiliare raggruppato all’interno di uno o più veicoli societari (Holding di famiglia e società operative) diventi di proprietà comune degli eredi che vorrebbero invece trovare strade separate ed autonome per sé e per i propri nuclei familiari.

Finora un ostacolo importante era costituito dai risvolti fiscali delle varie soluzioni operative. Adesso l’amministrazione finanziaria si ravvede e lancia un importante segnale agli imprenditori ed ai loro consulenti per avviare una riorganizzazione del patrimonio societario stabile e fiscalmente sostenibile.

Articolo_Rordorf (3).pdf